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Perché non prendiamo un Respiro tutti insieme?

di Franklyn Sills

Per me è così chiaro che le stesse forze vitali, la Respirazione Primaria, la Marea Lunga, e le forze incarnate a cui il dott. Sutherland diede il nome di Potenza, campi dentro campi, ritmi dentro  ritmi, le stesse forze che organizzano la nostra forma, il sistema solare, i pianeti, l’universo, sono tutte espressioni della Marea. Siamo tutti organizzati in campi dentro campi.

Lo stesso universo è un campo estesissimo, e noi non siamo separati da esso, perché il nostro cuore è sospeso in tutta questa immensità.

Nel training al Karuna impariamo a conoscere e a contenere questo campo vasto ed esteso e a percepire la risonanza tra i campi, così da renderci conto della nostra interconnessione. Siamo solo in apparenza separati…in effetti siamo in continua risonanza gli uni con gli altri.

Il dott. Becker parlava di “un senza nome che incontra un altro senza nome”. La Respirazione Primaria risuona e sostiene noi due e ci rende interconnessi.

Come vedi c’è veramente tutto…e tu come ti orienti in questo campo vasto ed espanso?

Sai è una questione di percezione. E la nostra risposta è che come esseri umani siamo sfidati a trovare in tutto ciò la compassione e la gentilezza.

Purtroppo troppi di noi si identificano con le loro condizioni, sia familiari, culturali, razziali… Tutto questo ci fa entrare in divisioni e oppressioni: sono successe ed ancora succedono cose orribili nel nostro mondo umano e stanno succedendo da migliaia di anni in forme differenti. La verità è che non siamo stati per niente gentili gli uni con gli altri.

Per questo dobbiamo trovare in tutto ciò il cuore di noi stessi, cercare la non divisione e la compassione; è un po’ il cammino buddista che ci insegna come sia importante uscire dalla nostra forma entrando in uno stato di presenza. In questo campo può emergere la compassione. E’ una sfida, e noi nel ruolo di operatori entriamo in quello spazio che risuona con la centratura del cuore.

La recettività del campo del cuore, è questo il cuore del lavoro biodinamico: entrare in quello stato di presenza dove incontriamo una risonanza relazionale e un contenimento dal centro del cuore. E in tutto ciò emerge il processo particolare di ogni singola persona.

( Trascrizione a cura di Remo Rostagno da una supervisione del 2017)

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