I Cinquanta Cerchi

inflow cinquanta cerchi

di Remo Rostagno

Durante la cerimonia finale della formazione in Biodinamica Craniosacrale che si è appena conclusa al Kushi Ling, Remo Rostagno ha pronunciato un discorso molto bello che riportiamo integralmente.

"Cari diplomati della formazione in Biodinamica Craniosacrale 2014-2017, è da un po’ di tempo che porto con me dei pensieri, che ora vorrei condividere con voi, durante questa cerimonia di chiusura della vostra formazione. Ho raccolto questi miei pensieri in tre parti, prendendo spunto da un articolo di Stephan Harding (La teoria di Gaia ed un’ecologia profonda), che ho avuto l’opportunità di leggere ultimamente e che non mi ha più lasciato…in pace. Le tre parti sono:

  • Un’Esperienza che ci cambia,
  • Delle Domande importanti
  • Un Impegno profondo

Deep Experiencing (Un’Esperienza che ci cambia). L’esperienza profonda è quella che abbiamo fatto insieme nei 15 fine settimana, all’incirca 50 giorni, dove ci siamo riuniti in cerchio(e non ci siamo stancati di farlo, di volta in volta) per celebrare la bellezza delle persone che hanno formato questi cerchi, per celebrare la bellezza di questo posto che ci ha accolti, di questa stanza che ci ha protetti e che ci ha regalato la pace e la tranquillità necessarie per esplorare il territorio Biodinamico. Ci siamo aperti a delle esperienze sensoriali, viscerali, cinestetiche (così tipiche di tutto il regno animale), cercando di comprendere la complessità della gioia e del dolore umano, che nascono da un profondo movimento intimo, dentro noi stessi. E nel cercare dentro di noi questa complessa realtà che ci muove, ci siamo riconnessi non solo con il nostro corpo, ma abbiamo liberato la nostra mente/psiche e ci siamo riappropriati di un pezzo della sua realtà somatica persa nel mondo “là fuori”, mondo accademico, tecnologico, che troppe volte ci obbliga a disconnetterci da un mondo naturale che sento molto mio e anche vostro in questo momento: ecco in questi 50 cerchi qui al Kushi Ling ci siamo riconnessi alla nostra parte più naturale, più “selvaggia”, alla nostra innata “wilderness”, all’Intelligenza intrinseca che ci inabita. Ed è proprio incontrandoci ogni due mesi in cerchio qui al Kushi Ling che abbiamo nutrito e soddisfatto il nostro bisogno di rituali, di momenti di celebrazione delle storie di creazione cosmica e di bellezza embrionale, con tutte le loro sfaccettature, storie universali e umane allo stesso tempo.

Deep Questioning (Delle Domande importanti) E per far questo abbiamo rallentato e ci siamo guardati dentro, in profondità…accorgendoci di essere affamati di qualcosa che non sapevamo e forse non sappiamo neanche ora nominare. Siamo affamati proprio di queste storie che cercano di non lasciarci soli davanti a domande come: “chi siamo?” “da dove veniamo?” “dove andiamo?” “perché ci siamo invece di non esserci?”, “perché c’è la sofferenza?”. Il percorso della Biodinamica craniosacrale è una di queste storie, che io spero vi abbia aiutati a fare un po’ di chiarezza, anche se sicuramente non ha dipanato completamente la matassa. Io ricordo forse come uno dei momenti più belli di questa formazione il momento dove avete costruito le vostre storie biodinamiche…una freschezza ed acutezza irresistibili! Quando iniziai, 18 anni fa, il mio percorso Biodinamico al Karuna da Franklyn Sills, ero anch’io affamato, di non so bene che cosa, ma sapevo che volevo trovare qualcosa “di più” di quello che avevo esplorato fino ad allora, attraverso il mio percorso artistico di danzatore, coreografo e operatore del BMC®: non sapevo se la Biodinamica mi avrebbe aiutato, però lo ha fatto, non con l’offrirmi risposte precise, bensì riportandomi sempre alle domande giuste, “che cos’è l’essere”, “che cosa significa entrare in relazione”, e via di questo passo. (Il mio primo augurio qui, è che possiate avere anche voi almeno 18 anni, a partire da oggi, di domande giuste, profonde, che coinvolgano tutto il vostro essere, domande somatiche, a cui appassionarvi :)).

Deep Commitment (Un Impegno profondo) Personalmente, alla fine di quest’avventura con voi, mi ritrovo con un mio “sé ecologico” più forte. Per sé ecologico intendo “una sensazione espansa di sé che include un’identificazione con tutti gli esseri e con la biosfera che li contiene e con il creato come un tutt’uno”. E spero proprio che questa passione che io sento dentro possa spingermi ad agire “ecologicamente non per dovere, ma per amore verso la bellezza del creato, di cui noi facciamo umile parte”. Ed è per questo che per noi che ci incontriamo in questo cerchio per l’ultima volta il mio secondo augurio e quello di In Flow, è che dopo aver avuto delle impronte forti, durante i nostri incontri, a cui sono seguite delle domande profonde, nel vostro intimo, ci possa essere un impegno e una costanza altrettanto forti e profondi a portare avanti il lavoro della Biodinamica nel mondo, non importa come, ognuno di voi a sua maniera. Questi 50 cerchi, incontri, esplorazioni, scambi, sessioni, domande, sono state l’esperienza che ci ha s-mossi, l’esperienza senza la quale non avremmo potuto cambiare dentro: questi 50 cerchi nell’arco di due anni e mezzo, dall’autunno del 2014 fino alla primavera del 2017 sono stati il nostro imprinting: ogni cerchio una nuova ignizione. Il nostro corpo, la nostra anima, sono stati s-mossi dal vento della Marea Lunga, come una cellula concepita che aspetta di essere ignita, per potersi attivare vigorosamente e bruciare di passione, per poter creare una forma animata, piena d’anima. Noi come “esseri ecologici” abbiamo bisogno di forti esperienze, di domande profonde e di un impegno altrettanto forte e radicato, che ci portino “a percepire il creato non più in modo antropocentrico, ma dal punto di vista di un umanesimo cosmico”; e qui il mio terzo augurio, e l’augurio di In Flow, è che, in questo percorso di scoperta ed impegno, la Biodinamica vi sia sempre di stimolo e rimanga per voi una guida ed un porto sicuro."