EMBRIOLOGIA: L'ALBERO VASCOLARE

Somatizzazione di Remo Rostagno Somatizzazione guidata della 3a e 4a settimana di vita embrionale: il mesoderma extraembrionale ed embrionale, le isole sanguigne, la vasculogenesi ed il formarsi dell’albero vascolare primitivo all’interno dell’embrione umano. Questa somatizzazione prende spunto dagli avvenimenti di sviluppo embrionale dopo l’annidamento della blastocisti nella parete uterina della madre. Prima parte Riconnettersi al proprio corpo fluidico[1], camminando gentilmente nello spazio e portando l’attenzione all’andirivieni del proprio respiro: accorgersi di come ogni respiro consapevole può stimolare il corpo fluido[2] e la Respirazione Primaria a scorrere ed a fluttuare più liberamente.Sentire come ogni passo sposta la linea mediana leggermente a destra e a sinistra, e percepire come i fluidi del corpo facilitano e riorganizzano questi spostamenti in rapporto alla forza di gravità. Trovare un posto nello spazio e fermarsi, sentendo come la forza di gravità attrae sempre di più il corpo fluidico verso il suolo, verso il centro della terra. Lentamente e con un proprio ritmo, come se travasassimo liquidi da una parte all’altra del corpo, permettete al vostro corpo di adattarsi alla superfice del pavimento, trovando una maniera facile e piacevole di mettersi a proprio agio. Cominciate a percepire le risorse che il suolo e la forza di gravità scambiano col corpo fluidico: sentite come approssimativamente un terzo del vostro corpo sta assestandosi a contatto con il pavimento e come due terzi siano a contatto con l’elemento aria; gravità e levità che „giocano“ col vostro corpo fluidico e lo fanno sentire a proprio agio. Passate da una respirazione esterna ad una consapevolezza di respirazione cellulare: aria che contatta fluidi (respirazione esterna), e fluidi che contattano correnti fluide (respirazione cellulare). Abbiate fiducia nel vostro corpo fluidico, nell’intelligenza dei fluidi e permettete a questo scorrere di mettervi a vostro agio. Rimanete nel momento presente. Seconda parte Permettete al vostro tessuto pelle di sentire queste differenze di tocco, da una parte la forza di gravità col pavimento e dall’altra la forza di levità e lo spazio arioso che ci circonda. Modulate tra queste due sensazioni, lasciando che sia la vostra pelle a guidarvi, interfacciandosi alternativamente con l’una e con l’altra. Trovate quella piccola danza che c’è dentro di voi e che è contenuta dall’esperienza che la pelle fa continuamente di gravità e levità. Immaginate poi l’embrione e le sue due „pelli“, l’endo-derma e l’ecto-derma, la prima a contatto ventralmente col sacco vitellino e la seconda a contatto dorsalmente col sacco amniotico. Affidandovi ai vostri fluidi, cercate il pavimento ed adagiatevi proni colla parte ventrale a contatto col suolo, Respirate con la vostra pelle ventrale a contatto col pavimento, come se respiraste dal vostro ombelico, ed abbracciaste tutta la rotondità del vostro sacco vitellino davanti a voi. Sentitevi nutriti e sostenuti. La terra ci nutre ora proprio come il sacco vitellino ha fatto allora. È una relazione vitale, organica, che ci mantiene in vita e ci procura gioia e piacere. Connettetevi poi con l’altra pelle, quella ectodermica, e per fare questo portate la vostra attenzione alla vostra dorsalità, percependo il contatto dell’aria su tutta la zona dorsale. Respirate con la vostra pelle dorsale sentendo il sostegno che lo spazio vi offre: potete immaginare di riconnettervi allo spazio fluido che accoglieva, sosteneva e strutturava la vostra dorsalità ectodermica, il sacco amniotico? Modulate, muovendovi, tra essere sostenuti e nutriti parasimpateticamente ed essere strutturati ed accolti simpateticamente. Sentite la pelle come luogo d’incontro tra due realtà fluide che vi sostengono. Terza parte Potete passare ora a sviluppare la consapevolezza di un terzo strato di tessuto che va a formare lo strato di mezzo tra endoderma ed ectoderma, connettendoli e creando spazi e cavità per i vostri futuri organi? Il mesoderma vi riempie di tridimensionalità, scolpendo le vostre voluminosità e letteralmente crescendovi „dal di dentro“. Respirate nella vostra tridimensionalità organica e stratificata, dando voce all’eventuale movimento che nasce „dal di dentro“, nutrendo così lo spazio esterno, e permettendo allo spazio intorno a voi di nutrirvi (così facendo somatizzerete il mesoderma embrionale e quello extraembrionale, quello tutt’intorno a voi). Nutrite lo spazio, muovendovi, e sentitevi nutriti in riscontro dallo spazio che vi circonda.[3] Portate poi la vostra attenzione al vostro tessuto fluido sangue: una creazione incredibile del mesoderma. Sentitene le pulsazioni, lo scorrere, il fluire all’interno dei vasi sanguigni. Senza sangue lo sviluppo embrionale ed umano non sarebbero possibili; il sangue è la nostra essenzialità ed individualità più spiccata. Lasciate che il fuoco del sangue scorra e riempia di significati il vostro corpo tridimensionale. Muovetevi dalla consapevolezza che sia il sangue che i vasi sanguigni vi sostengono tensegritamente, con un’integrità tensile. Ritornate ora con il vostro sentire alla terza settimana di vita embrionale, al momento in cui le prime isole sanguigne appaiono nel mesoderma del sacco vitellino. Isole sanguigne che unendosi le une con le altre, Janos Vajda   Atlante di Anatomia  [4] attraverso il processo della ramificazione, formano i primi vasi sanguigni, all’interno dei quali il sangue può scorrere. Sentitevi anche voi come isole sanguigne  primordiali,  con il bisogno di connettersi e permettere una primitiva ramificazione del futuro albero vascolare. Iniziate a cercare di connettervi con altri partecipanti, se ci sono, o semplicemente sentite il vostro corpo che si ramifica, da una semplicità lineare centrale ad una complessità ramificata periferica, come dall’esempio dell’immagine qui sotto.[5] A poco a poco trovate questo sostegno „ramificato“ dell’albero vascolare dentro alle vostre strutture o all’interno di un „gioco“ più ampio con altri partecipanti: sentite le vostre preferenze, aspettare per qualcuno che ramificandosi si connetta con me o cercare spontaneamente la connessione? Quando la linearità diventa più complessa come mi percepisco? Sento l’individualità del sangue che istintivamente si connette con altre individualità, per formare una collettività, per poter esistere? Se siete in gruppo iniziate a connettervi con sempre più persone, facilitando così la formazione di una struttura tensegrita che pulsando si crea gli spazi di cui ha bisogno: anche qui muovendovi nutrite lo spazio e sentitevi nutrite dallo stesso. Potete percepire come la vostra tridimensionalità organica dipende da queste ramificazioni? Vi invito ora a cercare di percepire i vostri organi interni come frutti maturi letteralmente „appesi“ e „sospesi“ a questo albero vascolare tensegrito, che li nutre con la sua linfa vitale: il sangue. È letteralmente la metafora dell’albero della vita. Quarta parte Se con le vostre ramificazioni vascolari siete rimaste ancora al suolo, sentitevi a poco a poco attratte dalla forza solare luminosa che vi nutre e sostiene  irraggiando dal centro del sistema solare fino a raggiungervi sulla terra, cambiate di livello, arrendendovi con fiducia al campo di attrazione dei fotoni, le particelle del campo elettromagnetico solare. Sentitene la luminosità ed il calore, e lasciate che sia proprio il sangue a traene profitto, „spingendovi“ dal di dentro con la sua forza di connessione vitale. Il sangue con la sua forza ha scolpito il cuore,  creando così un centro „solare“ all’interno del nostro corpo. Spinta interna ed attrazione esterna modulano e sostengono il vostro movimento. Improvvisate, sentendovi sostenute dalla forza solare del sangue, del cuore, del vostro albero vascolare. Percepitene la linearità, che è sostenuta dall’apparire embrionale della linea primitiva, ed il suo divenire più complesso sostenuto dallo schema della ramificazione. Passate da una sensazione di individualità personale ad una di ramificata collettività: proprio come fa un fiume che nasce da una sorgente unica e si divide in differenti rami. Affidatevi all’intelligenza fluida del tessuto sangue, scoprendo movimenti che possono soddisfare il vostro bisogno di mettervi a vostro agio con voi stesse e con gli altri. Rimanete con un’attenzione radicata ma espansa allo stesso tempo, sentendo il sostegno che la complessità del vostro albero vascolare (sangue, cuore, vasi sanguigni) vi può dare. Quinta parte Trovate una maniera per  mettervi in una posizione fisica nello spazio che sia di vostro gradimento e nello stesso tempo sia percepita come una posizione „vitale“: sentite ancora il silenzio intorno alla vostra linea mediana, sospesa all’interno dei vostri corpi fisici e del vostro albero cascolare, sospeso all’interno del vostro corpo fluidico. Respirate dentro la quiete dinamica del vostro cuore, invitando di li uno „still point“. Gentilmente trovate la maniera di fare una transizione piacevole per voi. Copyfree  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


A sinistra Simone dei Crocefissi,, la Vergine incinta sogna  che dal suo ombelico cresca un albero della vita a cui è già appeso come frutto maturo, suo figlio. A destra una pittura Maya: la dea del mais che apre il suo ventre per lasciare uscire  l’albero di sangue che nutrirà tutti gli umani 1]Il corpo fluidico è qui inteso come quel 92% d’acqua , dentro e fuori dalle cellule del corpo [2] Il corpo fluido è invece  quella zona locale intorno al corpo fisico, la biosfera [3] vedi immagine a pagina 2 [4] L’immagine ci fa vedere i vasi sanguigni del fegato adulto. Il fegato con questa miriade di vasi venosi può essere paragonato ad una palude venosa. [5] Radiografia di un braccio di neonato: dalla semplicità dell’omero alla complessità delle ossa della mano

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