Il cuore ed il cervello

 

Il cuore ed il cervello

Nervo vago e variabilità di frequenza cardiaca 
Somatizzazione basata sull’esplorazione di Lee Morgan, collega del BMC® ed osteopata.

cuore

Permettiamo così ai tre cervelli (neuronale, cardiaco e viscerale) di mettersi in coerenza per sostenere quello che viene denominata la variabilità di frequenza cardiaca
Un tempo si credeva che il battito cardiaco a riposo fosse monotono e regolare come accade con un metronomo. Un corpo sano invece mostrerà, in condizioni di riposo, una sorprendente irregolarità di battiti cardiaci ed una notevole “variabilità della frequenza cardiaca”. Viceversa un organismo soggetto a stress cronico avrà un ritmo cardiaco molto regolare e con scarse variazioni.

Un cuore in buona salute si comporterà come un tennista che sta per ricevere un servizio, sposterà il peso a destra e a sinistra per rimanere flessibile, reattivo a e pronto ad agire nell’istante in cui percepirà di dover rispondere allo stimolo. (selfcoherence.com)

Portiamo entrambe le mani sul petto, nella zona del cuore, e respiriamo lentamente dal naso, esalando a lungo dalla bocca (manterremo questa respirazione, se possibile, durante l’esplorazione seguente). Permettete al vostro cuore di riposare ed al sistema parasimpatico di emergere...
Permettete al vostro cuore di riposare nella curva delle vertebre dorsali, come dentro ad un’amaca… (appoggiato al pericardio dorsale).
Portate poi il vostro sguardo interno nella zona del cuore, all’interno della cassa toracica (semplicemente tracciate il percorso dai vostri bulbi oculari fino al territorio del cuore).

Continuate ad inspirare dal naso e ad espirare dalla bocca.
Iniziate poi un dolce cullare del cuore, spostandovi leggermente verso lo sterno e poi verso le vertebre dorsali, come se voleste cullare il vostro cuore.
Portate poi una delle due mani sul ventre, ed ascoltate lì il vostro respiro… 
Che ritmo ha in questo momento? 
La variabilità di frequenza cardiaca fa riferimento proprio a questi due ritmi, battito cardiaco e respiro.

Benessere psicofisico, resilienza fisiologica e buona qualità di flessibilità comportamentale, unita ad una forte capacità di adattamento, sono le qualità sostenute da questi due ritmi in coerenza. La nostra abilità basilare di adattamento allo stress e la capacità di riprendersi in fretta dallo stress, è principalmente basata sulla relazione tra il ritmo cardiaco e il ritmo respiratorio.

  • Poi portiamo i polpastrelli delle nostre dita al polso, dalla parte del pollice (mano radiale), ed ascoltiamo il ritmo cardiaco, diventandone semplicemente testimoni, lasciando mani e braccia rilassate.
  • Poi portate i polpastrelli delle dita di una mano davanti/ lungo la linea del muscolo sternocleidomastoideo, lungo la guaina carotidea, e lasciate l’altra mano sulla pancia, dilatate la vostra attenzione, partecipando i due ritmi cardiaci e di respirazione.

Cambia qualcosa durante l’inalazione o durante l’esalazione nel ritmo cardiaco?
Rilasciamo a questo punto la tensione, scuotendo il corpo e muovendoci un po’.

Tracciamo ora il nervo vago: mani inter-digitate a coppa dietro la nuca, per accogliere il tronchetto cerebrale, sciogliamo questa zona, ammorbidendo la nuca ed il collo, accogliendo la squama occipitale, offriamo spazio e rilassamento (il toccare ed il toccarsi stimola il parasimpatico).
Poi spostiamo entrambe le mani ai lati della squama occipitale, tra il foro occipitale e i due processi mastoidei.
Soffermiamoci poi sul processo mastoideo bilateralmente e tracciamolo.
Poi tracciamo la pinna esterna delle nostre orecchie, nella sua interezza, sia all’interno dei ripiegamenti sia all’esterno. Questo farà aumentare il tono vagale, stimolando il parasimpatico. Il nervo vago innerva anche le orecchie.
Respiriamo sempre morbidamente, inalando dal naso ed esalando dalla bocca.

Poi ritorniamo con le nostre mani dietro ai processi mastoidei, sulla sutura occipito-mastoidea, che continuando nella base del cranio forma il foramen giugulare, che è l’uscita del nervo vago dal cranio… (rivedere le suture del cranio..).
Rimanendo con i polpastrelli delle dita sulla sutura, emettiamo degli humming  vibrazionali, invitando spazio e ammorbidimento.
Possiamo anche fare un’espansione a V, mettendo un dito sull’occipite e l’altro sul temporale, anche qui usando l’humming e la vibrazione per sciogliere eventuali tensioni.

Tracciamo ora il muscolo sternocleidomastoideo (SCM), dal processo mastoideo allo sterno e clavicola. Il nervo vago scende proprio dietro lo sternocleidomastoideo, nella guaina carotidea, insieme alla giugulare e alla carotidea. Solleviamo un po’ la fascia del collo, magari possiamo anche pinzare un po’ il muscolo SCM.
Scendiamo fino alla clavicola, portando i polpastrelli delle dita dietro la clavicola e muoviamo le articolazioni della spalla relativa. 
Portiamo poi una mano tra il processo mastoideo e la mandibola opposta (mano destra a mandibola sinistra). Contro muoviamo la testa, girandola verso il processo mastoideo e contemporaneamente facciamo scivolare la mano sui tessuti della gola, della trachea fino a finire nella fossetta sotto scapolare.
Usiamo durante questa contro-rotazione un suono di esalazione sonora…

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La qualità della nostra voce può essere un sintomo di attivazione o meno… il nervo vago innerva anche faringe, laringe e i muscoli costrittori dell’esofago…
Portiamo una mano sul cuore e l’altra mano dietro la squama occipitale, accogliendo il tronchetto cerebrale. Invitiamo qui un bilanciamento delle tensioni, un ammorbidimento, scambiamo le mani…
Poi una mano al lobo del polmone opposto e l’altra mano dietro la squama occipitale. Inspiriamo ed espiriamo dolcemente, anche qui rendendoci conto del link tra cervello e polmone. 
Scambiamo le mani e ripetiamo con l’altro polmone. Invitiamo poi un bilanciamento tra il nostro respiro ed il nostro cervello.

Embriologia: riguardate la gastrulazione, il ripiegamento su se stesso dell’embrione per rannicchiarsi intorno al cuore ed al cordone ombelicale… Questo può darci una chiara idea di cosa facciamo quando ci inchiniamo, ci flettiamo su noi stessi, e permettiamo a cuore e faccia, cervello di parlarsi un po’…

Da in piedi o seduti su uno sgabello, mettiamo la mano sinistra racchiusa a pugno sopra il capo, con la mano destra accarezziamo la nuca e la parte dorsale, immaginando di avere un sacco amniotico dietro di noi, ed un sacco vitellino davanti a noi; il cuore e il setto trasverso iniziano un viaggio che li porterà dentro la cassa toracica, ed il cervello continua la sua esplorazione dello spazio che ha a disposizione, crescendo enormemente… tra cuore e cervello la faccia rappresentata dagli archi faringei funge tra tramite…
Portate questo gesto del racchiudersi su se stessi in un movimento totale del corpo, o sedendoci su uno sgabello o accucciandoci al suolo. 
Rimanete per un po’ in questa posizione, ascoltando che tipo di dialogo si instaura tra cuore, faccia e cervello… La faccia fa da tramite tra cervello e cuore…
Poi portiamo il nostro nervo vago a radicarsi ancora più in profondità, nelle nostre viscere, aggiungendo così un terzo cervello… quello del sistema enterico…
Anche qui rimaniamo all’ascolto…
Poi, radicando il vago nelle viscere, usiamolo per controbilanciare la salita e l’apertura del cuore e della cassa toracica e del cervello con il cranio nella posizione eretta… Come con un rimbalzo tonico che ci riporta sulla verticale.

Dove mi stai portando

Coordinazione cuore e cervello
Una mano sul cuore e l’altra che accoglie il tronchetto cerebrale alla squama occipitale. Sentiamo la linea che unisce i due. Questa distanza così breve ma così vitale, tra i nostri due organi cuore e cervello.

  • Esploriamo poi la rotazione, tenendo bene sia il cervello che il cuore sulla stessa linea. Ruotiamo sia a sinistra che a destra. Potete percepire come cuore e cervello si sostengono a vicenda durante la rotazione?
  • Poi esploriamo la stessa rotazione a sinistra e destra ma iniziando il movimento dal tronchetto cerebrale, e lasciando che il cuore lo segua… In che tipo di stato psico-fisico entriamo…?
  • Lasciamo ora che sia il cuore ad iniziare la rotazione e il cervello lo segue… Qual’ è la differenza tra prima e dopo? Come vi sentite?
  • Ora proviamo la contro-rotazione: il cervello inizia il movimento ed il cuore, dopo un attimo di incertezza, non lo segue e si gira nella direzione opposta. Che tipo di emozionalità può sorgere qui? Come si esprime nell’espressione della vostra faccia? Se voleste aggiungere un movimento con le mani, quale potrebbe essere?
  • Ora lasciamo iniziare la rotazione al cuore, ed il cervello dopo un attimo, invece che seguirlo, si gira nella direzione opposta. Che tipo di emozionalità potrebbe venire a galla qui? Come si esprime nell’espressione della vostra faccia? Se volete aggiungere un movimento delle mani, quale movimento vi viene spontaneo? 

 Quest’ultima esplorazione pone l’accento sulla coordinazione cervello, cuore e ingloba l’espressione della faccia e delle braccia-mani, può essere l’inizio di un’esplorazione dove tutto il corpo è poi messo in azione, esprimendo molto espressivamente questa situazione dove cervello e cuore, per così dire sono in disaccordo. 
Alla fine di questa esplorazione del cuore, cervello, ed in parte del cervello/enterico, e del nervo vago che li unisce tutti e tre, ritorniamo al momento iniziale per percepire ancora una volta se qualcosa cambia nel nostro battito cardiaco durante l’inalazione e l’esalazione, monitorizzando così la variabilità di frequenza cardiaca.

  • Poi portate i polpastrelli delle dita di una mano davanti/ lungo la linea del muscolo sternocleidomastoideo, lungo la guina carotidea, e lasciate l’altra mano sulla pancia, dilatate la vostra attenzione, partecipando i due ritmi cardiaci e di respirazione.
  • Cambia qualcosa durante l’inalazione o durante l’esalazione nel ritmo cardiaco?

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a cura di remo rostagno copyfree in flow torino

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