Il Feldenkrais nella formazione di Torino. Intervista ad Anna Pocher

Anna Pocher : buongiorno a tutti, sono stata invitata a prendere parte a questa formazione in Biodinamica Craniosacrale, in qualità di insegnante del metodo Feldenkrais. Sono torinese di nascita, di studi e ho un passato di danzatrice. Mi sono formata alla scuola di Susanna Egri, danzando per parecchi ani nella sua compagnia. Vivo in Germania ormai da trent’anni, sono stata membro per circa sedici anni della compagnia di Danza Teatro di Reinhild Hoffmann. Reinhil Hoffmann è una delle esponenti principali di questa della danza teatro.

Insegno come docente presso l’Università della Arti “Folkwang”, che ha sede ad Essen Werden. Insegno a giovani attori, insegno movimento, danza improvvisazione, espressione corporea, ed ho inserito nel mio insegnamento oramai da parecchi anni il metodo Feldenkrais. La mia formazione come insegnante di Feldenkrais è avvenuta presso la scuola di Mia Segal, una delle principali esponenti di questo metodo, che è stata anche la prima assistente di Moshe Feldenkreis. Remo mi ha fatto alcune domande, mi ha chiesto tra l’altro quali fossero gli aspetti in comune tra questi due metodi, la Biodinamica Craniosacrale e il metodo Feldenkreis. Ce ne sono diversi e sono fondamentali, direi. Uno dei primi è l’approccio: la visualizzazione olistica del proprio corpo, del corpo in generale. L’utilizzo delle mani, utilizzando una tecnica non invasiva è un altro aspetto. Un terzo aspetto è l’inizio di un processo in cui ci si mette in relazione con noi stessi, osservandoci, osservandoci nel quotidiano, in tutti i nostri movimenti ed azioni, anche specifiche. Un altro aspetto è il mettersi in relazione con la persona che ci chiede aiuto, che ha intenzione, come interesse individuale di sviluppare se stesso, apprendendo questo metodo. Quindi mettersi in relazione in modo diretto, aprirsi, cercare di capire come la persona si organizza, nell’agire, come pensa, riuscire a capire come la persona si muove, che tipo di percezione ha di se stessa. Un ultimo aspetto è la capacità e la consapevolezza di auto-guarirsi. Il movimento ci pone in costante relazione con l’ambiente: la qualità dei nostri movimenti influisce profondamente sul nostro modo di pensare, di sentire noi stessi, all’interno dei rapporti con gli altri, all’interno dell’ambiente che ci circonda. Il metodo Feldenkrais focalizza proprio questa interazione, fra pensiero, immagine corporea, immagine di sé e l’ambiente. Arricchire la qualità dei propri movimenti significa migliorare noi stessi nelle attività che facciamo con piacere, o che ci troviamo a dover fare, è quindi un ampliamento delle nostre possibilità. Spero che questo corso possa aiutarvi ad arricchire la vostra formazione in Biodinamica Craniosacrale. Speriamo di incontrarci a Torino, arrivederci a tutti.

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