Henry Montes e la Tecnica Alexander alla formazione di Torino

In questa breve intervista,  Henry Montes spiega come la pratica e l’esperienza della Tecnica Alexander possa aiutare lo studente di Biodinamica ad approfondire il proprio embodiment e quindi la consapevolezza dello spazio/campo. Henry Montes sarà con In Flow come docente nella formazione di Torino che inizierà il prossimo 2-3 giugno 2018

Salve, mi chiamo Henry Montes: sono un artista, un danzatore e lavoro ormai da più di trent’anni nel campo del movimento e della danza. Sono inoltre un insegnante della Tecnica Alexander e un terapeuta della Biodinamica Craniosacrale, ho studiato all’istituto Karuna in Inghilterra diretto da Franklyn Sills, diplomandomi nel 2002.

Per raccontarvi cosa faccio col mio lavoro di danzatore potrei cominciare dicendovi che sono arrivato alla danza dopo aver conosciuto la Tecnica Alexander, e per me la danza e la tecnica Alexander e tutto il lavoro somatico sono sempre stati intrecciati l’uno all’altro, e questo intreccio ha sempre aggiornato, per così dire, la maniera di vedere, di sentire e di fare l’esperienza del movimento.

Insegno anche a danzatori, al Laban Centre di Londra. A questi brillanti danzatori cerco di portare non soltanto i principi del lavoro della tecnica Alexander ma anche quelli della Biodinamica Craniosacrale. Come fare, per esempio, l’esperienza dello spazio e della relazione con gli altri, come percepire il campo intorno a noi.

Lo scorso anno ho finito il mio Master of Arts sulle ricerche somatiche, il cui tema è stato “La Tecnica Alexander, la dorsalità del corpo e la percezione”, dove illustro come tutta la nostra dorsalità sia in profonda relazione con la maniera in cui noi percepiamo.

Domanda: grazie Henry, qual è il tuo interesse a partecipare a una Formazione di Biodinamica Craniosacrale, come insegnante di movimento, portando l’esperienza che hai come danzatore e come insegnante di Tecnica Alexander?

Henry Montes: io percepisco che tutto il lavoro corporeo e tutta la consapevolezza corporea sono veramente cruciali per il nostro lavoro di operatori del benessere, perché ci danno quel senso vitale di radicamento incarnato, offrendoci un sacco di risorse. Il renderci consapevolmente corporei è vitale per il nostro lavoro di operatori.

Guiderò le sessioni di movimento d’inizio giornata, e quello che probabilmente offrirò saranno i principi della Tecnica Alexander in relazione al movimento e di come questi principi siano in relazione coi principi spaziali della Biodinamica Craniosacrale, principi che poi potranno essere applicati durante il lavoro sui lettini coi nostri clienti. Possiamo infatti sviluppare e mantenere la consapevolezza di intervenire il meno possibile col nostro contatto fisico e di relazione, per poter mantenere un campo di relazione vasto, un campo di ascolto espanso, ricevendo così molte più informazioni.

Domanda: grazie Henry, un’ultima domanda: come pensi che l’esperienza di conoscere profondamente il proprio corpo, di essere veramente incarnati, potrebbe stimolare le abilità di uno studente di Biodinamica Craniosacrale?

Henry Montes: mi pare di aver già parlato di questo…ma sento che l’embodiment è una forma profonda di risorsa che si ottiene entrando nella nostra fisicità e diventando più presenti a noi stessi, più nel qui ed ora: tutto ciò ad uno studente di Biodinamica Craniosacrale potrebbe dare più risorse e più strumenti per poter mantenere una relazione col proprio cliente più rispettosa, ed insegnargli come tenere il campo del suo cliente e il suo processo e allo stesso momento non dimenticare di ascoltare se stesso.

Grazie Henry per il tempo che mi ha dedicato e speriamo di rivederci a Torino, arrivederci a Torino

Henry Montes: arrivederci a Torino

Intervista a cura di Remo Rostagno. Potrete vedere questa intervista prossimamente su You Tube